Per Matteo Santoiemma quella de I Parieti è una storia di pietre, di famiglie e di amore.
L’azienda, a cui le terre e la masseria di famiglia fanno riferimento, è a Gioia del Colle – in Contrada Montursi – e produce e trasforma i propri prodotti: uva, olive e cereali.

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Io, Matteo

Deragliare dai binari consolidati del marketing e da pratiche frettolose per tracciare sentieri che portino – o riportino – con rinnovata consapevolezza e maturità a un mondo rurale a cui dobbiamo molto e apparteniamo, ma che abbiamo incoscientemente marginalizzato. È da qui che bisogna ripartire.
I PARIETI
è una tavola imbandita, una minestra condivisa, bicchieri che s'incontrano e si scontrano

Quella di Matteo non è una storia di vignaioli da generazioni, ma la sua famiglia – come tante in Puglia – si è sempre sporcata le mani con la terra. Dal nonno paterno, che soleva autoprodursi il Primitivo in masseria, a quello materno, apprezzato potatore e innestatore di viti ed ulivi, influenze e condizionamenti non sono certo mancati.

Astemio sino a vent’anni, l’avvicinamento e il pieno coinvolgimento nel mondo del vino e dell’enologia avvengono immediatamente dopo, sanciti da un viaggio studio a Bordeaux e da perlustrazioni nel Barolo, nel Barbaresco, a Bolgheri, in Franciacorta, Friuli, Irpinia, Chianti e ancora Francia – tra Champagne e Borgogna – alla scoperta sia di grandi aziende sia di piccoli produttori. Da agente, nel frattempo, diventa prima capo area di Antinori, poi responsabile commerciale e marketing di Tormaresca per dieci anni e infine responsabile della cantina biodinamica di Cefalicchio e Ognissole per cinque.

Vent’anni di esperienza che confluiscono in un progressivo riavvicinamento alla terra, all’agricoltura e al lavoro in cantina, evolvendosi da promotore a produttore di vino. Un riavvicinamento che culmina nel ritorno alla masseria di famiglia, tra le Murge, a quel “pugno di pietre” lasciatogli dal nonno paterno (‘u tataranne dell’omonima etichetta) che scopre poi celare – tra gli altri – un vigneto più significativo con allevamento ad alberello impiantato nel 1959 da un ramo della sua famiglia. Un tassello di quell’eroico patrimonio agricolo in via di estinzione a cui – con il progetto de I Parieti – ha deciso di restituire dignità e valore.

Matteo raspe uva
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